E quando l'equilibrio si rompe le cose cadono in terra e si rompono come fragile cristallo, rilucendo di tutti i colori di una vita passata, ma il tempo passa inesorabile a spazzarli via finchè non rimangono che briciole.
Ci sono cose che ti logorano dentro, lentamente, come l'acqua su una roccia che la trasforma in sabbia, fino a quando di quella sabbia non è rimasto niente.
Altre ti portano via l'anima quando pensi che tutto intorno a te sia felice e perfetto, e ti trovi solo e svuotato, mentre senti che tutti quei momenti si perdono come lacrime nella pioggia.
E a volte ti trovi a guardare un cielo grigio piombo mentre piove sopra Berlino.
...è un cesso.
E rimango fermo sulle mie opinioni :D
Che dire, la mia convivenza è finita come un sasso in uno stagno: a fondo. Del resto c'era da aspettarselo, i motociclisti sono animali strani, difficile metterne due sotto lo stesso tetto. O forse sono solo io l'animale strano ed è bene che stia da solo...
Nel frattempo ho preso a fare il tester di auto, nuovi acquisti, cabriolet e le moto rimangono in garage fino a primavera, del resto fa freddo, e chissà che la nuova stagione non porti anche qualcuna affianco a me, si spera che stavolta sia quella decisiva, le storie a breve termine mi risultano indigeste quanto i pranzi di questi giorni...
Avanti, giù in miniera a scrivere un nuovo racconto!
Sto lavorando su uno spin off della novella Coraline di Neil Gaiman, che andrà sul grande schermo a fine estate suppongo.
Il racconto non è male, io l'ho letto in lingua originale, ed è un noir dedicato ai bambini ma si legge amabilmente, si, direi che è anche per i grandi.
Era rinchiusa la dentro da molto tempo, dal giorno in cui Coraline l’aveva fatta precipitare con l’inganno nel pozzo. Aveva cercato in tutti i modi di uscirne, ma arrampicarsi sulle pareti scivolose e piene di muschio significava lasciar lì la chiave, e con essa ogni possibilità di riaprire il varco con la sua realtà.
Ogni tentativo di risalita aveva avuto come risultato un’ennesima caduta nell’acqua gelida che copriva il fondo, e ogni volta la mano tentava nuovamente di raggiungere l’apertura decine di metri sopra di lei. Più di cento anni erano passati così, gli abitanti del quartiere consideravano ormai quella casa come infestata da qualche presenza infernale a causa dei rumori incessanti che provenivano dal vecchio pozzo sul retro, tant’è che all’originale chiusura fatta di pesanti assi di legno, se ne erano aggiunte altre col tempo.
Finchè aveva vissuto lì, Coraline si era preoccupata di vegliare sulla cosa che vi aveva gettato, ma gli anni si erano fatti sempre più pesanti anche per lei e un mattino l’avevano trovata gelida nel suo letto come solo la morte può fare. Nelle mani contratte stringeva quelli che sembravano essere dei gusci vuoti, piccole pietre colorate forse figlie di qualche animale esotico, sul suo viso era dipinto un sorriso ricco di pace e serenità.
...ma che ci vai a fare.
4 giorni al lago in barca a vela con la mia compagna... Compagna perchè ormai conviviamo da 15gg ;)
E va bene così!
...Mi chiedo, un cinico può amare?
O si fermerebbe a constatare l'utilità del fatto solo per soddisfare i propri bisogni fisici?
Detto questo, ho in pentola un racconto che però sta diventando terribilmente simile a uno stracotto; sta la ma non va da nessuna parte... Uffa.
Ieri sera ho cenato al ristorante Greco - beh, ristorante, diciamo più una trattoria - di Trastevere, tutto ottimo e il dolce con lo yogurt bianco era veramente spettacolare. C'è un po' da aspettare per entrare, ma se vi capita fateci un salto.
Cos'è cinico? O meglio, perchè si dice che una persona è cinica?
Suppongo si possa definire così: Preso un soggetto A, lo si definisce cinico quando di fronte ad una situazione di generale interesse, di commozione o cordoglio, esso riesce sempre ad esternare visibilmente i propri interessi personali.
Es.
Alla fermata della metro, qualcuno esclama visibilmente preoccupato: "Si è appena buttato uno sotto la metropolitana!"
La risposta del soggetto A sarà pertanto:
"Ecco il solito suicida del cazzo del lunedì mattina che mi farà far tardi a lavoro."
lasciando visibilmente a bocca aperta le persone circostanti.
Quello che mi chiedo, è lui che è cinico, o sono le altre che mostrano un falso interesse per qualcosa di cui fra cinque minuti avranno già dimenticato tutto? Porre innanzi a tutto i propri interessi è così sbagliato? O è solo irreparabilmente efficace?
Bianco, rosso e... Aprilione!
Contentissimi del 1000 giapponese decidiamo di provare l'ultima spiaggia, l'iper tecnica Dorsoduro 750. La possibilità ce la offre Fabbrini a Casal Bertone su suggerimento del concessionario De Santis di Tivoli.
Operazioni di rito, e ci consegna la moto, stavolta ci dicono "Divertitevi!" e ci lasciano liberi di strafare. Stavolta il primo a salire a bordo sono io.
Diavolo com'è alta, però tocco bene con tutti e due i piedi, parto con la modalità della centralina in Touring. Il bicilindrico V90 sale preciso, sembra un orologio tanto va. Eppure mi aspettavo più carattere da una moto del genere... Gas pieno e si alza decisa, divertente si guida con le palle sul serbatoio come i motard, e qualche vibrazione arriva alle pedane, complice l'assenza di rivestimento, e forse anche la sella troppo sottile.
Decido di cambiare la modalità in sport. Il comando è un po' macchinoso ma alla fine ci riesco, sul display compare la S di Sport. E qui viene il bello. Spalanco. E con la manata arriva la botta. Il motore diventa scorbutico, cattivo, la moto punta al cielo e me con lei... Mi si stampa un sorriso troppo grosso sul viso, che al semaforo credo si veda spuntare dal casco.
Continuo a giocare con il gas elettronico, il motore sale su all'istante. Diavolo come mi piace. Non pensavo di poterlo dire di un'italiana.
Un T-Max coraggioso si affianca al semaforo e spalanca per dimostrare di saper fare di meglio di una moto. Me lo guardo e apro tutto. In sport gli strappo le orecchie dopo cinquanta metri. Forse ci sarà rimasto male e si starà consolando con la capienza del suo sotto sella...
Giro nelle stradine del Pigneto e imposto la Rain, il motore cambia ancora, facendola somigliare al bandit, probabilmente così potrei guidare anche sull'olio senza problemi. Mi rompo dopo poco e rimetto la Sport, è troppo goduriosa.
Riporto la moto al concessionario e scendo dalla sella dopo aver cercato il, non proprio comodo, cavalletto. Ho un sorriso che non accenna a calare per i successivi dieci minuti.
La lascio al mio vassallo che torna dopo 15 minuti con la stessa faccia. Mi sa tanto che è la moto ideale.
La rivincita della giappo.
Di ritorno insoddisfatti dal test della Triple, ci fermiamo da Made in Japan a via Appia per dare un occhiata, per niente convinti dalle riviste, a toccare con mano la Honda CB1000R.
Parcheggiate le moto sul marciapiede, entriamo nel negozio e cominciamo a girellare attorno alla moto, soliti commenti di rito, "beh si è carina", "sembra + piccola che in foto", "chissà come va", alla fine liberatosi il venditore chiediamo il prezzo. 9400€. Umh... non male per una moto appena uscita. Chiediamo di salire in sella e poi il fatidico "Beh ma si può provare su strada?" e lì sbalorditi "E perchè no, andate a parlare con il ragazzo dell'usato che vi organizza una prova..."
Con un sorriso alla Berlusconi continuiamo a testare la moto da fermo, pedane basse, posizione comoda, sella bassa, insomma sembra di averla da sempre (come tutte le Honda), le forcelle sembrano ben frenate ma ci riserviamo di verificare "on the road". Il cruscotto acceso è spaziale, e la moto guardata da davanti ricorda Pat Labor, il manga giapponese. Le finiture sono buone, anche se in qualche punto migliorabili, e a livello delle altre concorrenti.
Organizziamo il giro su strada con il ragazzo dell'usato, che con nostra sorpresa ci dice "Venite domani alle 10 e mi raccomando puntuali, con la vostra moto. Io guido la vostra avanti e voi il CB dietro.".Amaro in bocca, come, non la possiamo provare per conto nostro come la Triple che costa ben 2000 euro di più? Mah... Quello che più ci lascia sconcertati è il fatto che lui usi la nostra moto, e a noi, lo scarico di responsabilità se lui combina qualche casino chi lo fa? Mmmm... pensierosi organizziamo per il giorno successivo. Alla fine troviamo un escamotage, si va con il Bandit 400, anche se volesse starci avanti dovrebbe prima capire come metterlo in moto.
Giorno successivo, ci presentiamo alle 9.45 solo per scoprire che alle 10 l'appuntamento l'aveva dato a 5 persone... Grrr... sempre più nervosi aspettiamo il nostro turno, che arriva alla fine dopo 45 minuti di attesa.
Montati in sella ci rimane male quando vede con che moto ci siamo presentati e decide di prenderne una del concessionario - bene - poi si parte, ovviamente prima il mio vassallo che ritorna con lui dopo 15 minuti. Lo vedo contento sotto il casco. Meglio.
Salgo a bordo e mi trovo subito a mio agio, stavolta tutti i comandi sono dove devono essere, e i freni frenano con dolcezza e anche con forza quando pigio deciso. Spalanco il gas e il motore... C'E'!!! E cavolo come spinge e che allungo, nessuna grande botta di coppia, ma paro e corposo fino al limitatore. Al primo semaforo verde spalanco il botto solo per sentirla alzare, divertente. Il tipo mi si affianca dicendomi "Hai provato a spalancare in sesta?" mi guardo e gli dico "io ho usato solo prima e seconda fino ad adesso..." Dal suo casco spuntano due occhi a palla, e io rido... Cavolo se rido di gusto. Comunque provo la sesta, la moto va su tranquilla e senza problemi, senza incertezze sparandomi a velocità assurde. Mooolto bene.
Anche in mezzo al traffico della via Appia si comporta bene, agile, anche se devo prendere confidenza con le dimensioni. Al ritorno anche io sotto il casco sorrido. Mi piace.